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| Dicono
di noi...
Situato a metà della costa orientale
dell'isola di San Pietro, Carloforte è l'unico centro
urbano dell'isola.
Nel mese di aprile la piccola cittadina si anima grazie ad
un antico rito: la pesca del tonno. Proprio in questa zona
si è sviluppata una produzione quanto mai unica di
bottarga di tonno, di cuore di tonno, di musciamme
e tonno salato. Meno conosciuta, ma di sorprendente bontà,
è la gustosa trippa di tonno, chiamata dagli abitanti
di San Pietro
"u belu" ( a dire il vero questa definizione è
estesa a tutto lo stomaco del tonno che viene essiccato, così
come si suole fare per lo stocaffisso). E questa parte del
tonno viene esaltata in un ristorante, il Tonno di Corsa,
il cui patron, Secondo Borghero, è ormai diventato
lambasciatore della cucina cosiddetta tabarkina. |
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Per preparare la trippa di tonno si utilizza
lo stomaco, cucinato fresco, tagliato a pezzettini e servito con
insalata, pomodoro, basilico e facussa.
Nonostante il nome del ristorante faccia pensare ad un luogo frenetico,
è meglio sedersi comodamente e lasciarsi tentare da tutte
le proposte dello chef.
Anche perchè il "tonno di corsa" è in
realtà il tonno che passa nelle acque di Carloforte nei
mesi in cui entra in funzione la tonnara.
Si chiamano "tonni di corsa" i maschi pronti alla riproduzione,
mentre le femmine, gravide di uova, destinate appunto alla produzione
della pregiata bottarga, vengono chiamate "tonni di ritorno".
Ma torniamo al ristorante. Si parte dagli antipasti con la tipica
cappunnadda, a base di gallette e tonno, accompagnata da pomodori,
basilico, maggiorana e condita con olio extravergine, aceto, sale
e pepe.
Tra i primi si può scegliere tra i cassulli, gnocchetti
di farina conditi con ragù di tonno, o la bobba, delicato
passato di verdure a base di fave.
Naturalmente nei secondi primeggia il tonno: ventresca alla brace,
lattume, musciame e il tipico tonno alla carlofortina, un brasato
profumato con alloro ed insaporito con aceto.
Per coloro che amano tuffarsi negli aromi d'oriente, è
obbligo asaggiare il cashcà, una variante del cous cous,
a base di semola cotta al vapore e condita con verdure saltate
di stagione (cavolo, cipolla e melanzane).
Per chiudere in dolcezza non mancano i dessert tradizionali sardi
e una specialità della casa: il gran bisquit, una gustosa
zuppa a base di amarena, savoiardi, rum e crema pasticciera.
(Dalla guida "I Ristoranti
del Sole 24 Ore")
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Il Tonno di Corsa è
segnalato da molte guide fra le quali:
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